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Circolare n.4 2015 - TFR in busta paga

Circolare 04/2015-P del 18.03.2015

TFR in busta paga

Nonostante si attendano chiarimenti da parte di Inps ed Agenzia delle Entrate sulle modalità operative, dal 1° marzo 2015 i dipendenti del settore privato con almeno sei mesi di anzianità aziendale possono decidere di percepire mensilmente la quota maturanda di TFR in busta paga a titolo di “parte integrativa della retribuzione”.

Tale scelta può essere fatta fino al prossimo settembre 2015 ed è irreversibile fino a giugno 2018.

E’ importante evidenziare i vantaggi e gli svantaggi che la liquidazione mensile della quota di TFR comporta.

Vantaggi

  • Liquidità: immediata disponibilità della quota di Tfr maturata nel mese;
  • Bonus 80 euro: l’importo del TFr liquidato non incide sul bonus spettante;
  • Contributi: l’anticipazione è neutra anche dal punto di vista del calcolo dei contributi previdenziali, che quindi non aumentano.

Svantaggi

  • Pressione fiscale: l’importo confluisce nella retribuzione che nel mese va assoggettata a tassazione ordinaria, di conseguenza influenza negativamente il calcolo delle detrazioni spettanti e può determinare conguagli irpef;
  • Problemi   per   agevolazioni   ISEE: le   maggiori   ritenute   pagate   incidono   sulla dichiarazione ISEE, aumentando l’indicatore della situazione economica familiare;
  • Fondo pensione: il lavoratore, che prima mandava la quota tfr ad un fondo pensione, perde i contributi che sceglie di non versare fino al 2018 assottigliando il proprio secondo pilastro previdenziale.
  • Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e approfondimento di Vostro interesse.

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